Tillandsia: una pianta per aria!

Le tillandsie sono piccole piantine perenni davvero molto affascinanti, soprattutto per una caratteristica: non hanno bisogno di terreno per vivere.


Le piante che hanno questo comportamento si chiamano EPIFITE: le loro foglie assorbono acqua e nutrienti dall'umidità presente nell'atmosfera e le radici, se presenti, hanno soprattutto una funzione di ancoraggio alla pianta che le ospita.


Queste piante sono tutte originarie del continente americano (esistono più di 500 specie appartenenti a questo genere!), ma vivono in ambienti anche molto diversi tra loro: a seconda della varietà, si possono trovare nelle foreste tropicali, nelle zone desertiche ma anche nei freddi altopiani andini.

Climi davvero molto diversi tra loro, per cui conoscere la specie con cui andremo a vivere sarà sicuramente d'aiuto per una manutenzione il più corretta possibile.


Sono comunque piante molto resistenti e facili da coltivare: basta seguire alcune semplici indicazioni generali, valide per ogni varietà, e vivranno nelle nostre case per molti anni!



Come coltivare le Tillandsie


Generalmente vivono bene all'interno delle nostre case, in posizioni luminose, ma senza il sole diretto.

Le tillandsie si adattano a vivere anche in posizioni con meno luce: la loro crescita sarà solo un pochino più lenta.


In estate, gradiscono andare un po' in "villeggiatura" in esterno, in una posizione d'ombra, meglio se sotto la folta chioma di un albero del giardino.

Indicativamente possono essere sistemate fuori già quando le temperature notturne superano stabilmente i 10 gradi, ma io preferisco aspettare la primavera inoltrata, per evitare che prendano troppo freddo!


L'idratazione è la parte più complessa della convivenza con queste affascinanti creature, non tanto per la complessità dell'operazione, quanto per le valutazioni che bisogna fare per determinare la giusta frequenza di annaffiatura.


- Varietà di Tillandsia. Le piante a foglia verde hanno bisogno di più idratazione rispetto a quelle a foglia grigia.

- In inverno le ore di luce si riducono, per cui le irrigazioni andranno rallentate di conseguenza.

- Fattori ambientali: temperatura ed umidità. Se la pianta è sistemata in una cucina o in un bagno, luoghi di casa solitamente abbastanza umidi, le innaffiature saranno più ridotte, rispetto ad altre collocazioni.

- Se collocata in esterno, le innaffiature non dovrebbero essere necessarie: solitamente basta l'umidità dell'aria.


I fattori da considerare sono parecchi: osservare la pianta e cercare di capire le sue esigenze tramite i segnali che ci manda è fondamentale.

Se le punte delle foglie iniziano a seccarsi, per esempio l'umidità che riceve è troppo bassa, dovrai aumentare la frequenza delle annaffiature.



Come innaffiare una tillandsia


Come ti accennavo prima, l'operazione di per sé è molto semplice: basta immergere per qualche minuto la nostra pianta in acqua a temperatura ambiente (o sotto acqua corrente del rubinetto, con un getto non troppo forte).


Dopo averle "fatto il bagno" è necessario far asciugare accuratamente la nostra pianta, in modo da evitare che restino dei ristagni tra le incavature delle foglie, prima di rimetterla nella sua posizione.

Si può anche nebulizzare la pianta, soprattutto nei periodi in cui l'aria è più secca: sarà un bell'aiuto per lei e noi potremo ridurre i giorni del "bagnetto".


Ogni quanto va annaffiata?

A questa domanda, come avrai intuito, la risposta non è univoca, ma dipende dai (tanti) fattori che abbiamo visto prima, in primis dalla sua varietà.

Ecco, comunque, alcune indicazioni generali, che possono esserci d'aiuto per questa operazione.


- L'operazione di immersione (il "bagnetto" di cui ti parlavo prima) va fatta più o meno ogni 15/20 giorni.

- Ricordati sempre di scrollare bene la pianta dopo averla annaffiata, in modo da facilitarne l'asciugatura ed evitare i ristagni.

- Ogni 3/4 mesi si può utilizzare un pochino di concime per orchidee, molto diluito, per darle un po' di nutrimento in più (indicativamente con una diluizione 5 volte superiore rispetto a quella indicata sull'etichetta del prodotto).


Queste indicazioni vanno bene in linea generale, ma ti consiglio di cercare di sapere sempre con quale varietà andrai a convivere, per poterla curare al meglio.


Sono piante davvero particolari, facili da curare e perfette anche per composizioni molto "sceniche": addirittura anche per realizzare intere pareti "verdi".

Infatti, non solo sono molto decorative, sono anche molto utili per purificare l'aria della nostra casa.

Sono in grado di assorbire e di trattenere molti degli agenti inquinanti presenti nell'atmosfera, come la formaldeide o come, soprattutto, i PM10: le polveri sottili presenti nell'aria, che causano molti danni alla nostra salute.


Piccole, ma decisamente utili!

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