L'eroicamente comico Giardiniere di Capek: quando le risate insegnano ad amare il giardino urbano.

Aggiornato il: lug 30

Questo piccolo libricino mi ha conquistato subito: è stata una questione di "pelle".

Poco meno di 200 pagine in formato tascabile (comodissimo per le letture di viaggio); copertina di ruvido cartone color pastello, la grammatura sottile e robusta al tempo stesso... Tutto mi richiamava un fascino d'altri tempi, a cui non potevo resistere.

"Se fosse possibile fare un patto con il diavolo, che esaudisse ogni desiderio del giardiniere, questi gli venderebbe l'anima; ma quel povero diavolo, ve lo giuro, pagherebbe quell'anima maledettamente cara".

Acquisto di impulso che si è rivelato una vera sorpresa, lo ammetto.


Non mi aspettavo di trovare in una pubblicazione degli Anni 30 un sagace umorismo che insegna, con il sorriso, ad amare tutti gli aspetti della Natura.


Il Giardiniere protagonista della narrazione è un giardiniere dilettante, decisamente appassionato (ed anche un po' scorbutico, a volte), che trova nel suo piccolo spazio, al di là della siepe, rifugio dalla società e da un vicinato molesto ed invidioso.


Nel suo mondo, i mesi scorrono veloci e quello che, di primo acchito, sembrava un manuale di giardinaggio, si trasforma in una piacevole narrazione.


Ogni periodo ha i suoi nemici da affrontare e lui, il nostro Giardiniere, armato di vanga e falce, lotta con tubi di gomma impossessati, si trasforma in un maniaco di giardini rocciosi e si indigna davanti allo spreco di letame inutilizzato.


Ogni mese è un piccolo viaggio nel suo giardino e, mentre ci mostra i virtuosismi fisici compiuti per la realizzazione di una fitta aiuola, mette allegramente in risalto gli "innocenti" difetti che caratterizzano gli appassionati di piante, allora come adesso.


"L'orgoglio materno non è niente in confronto al vanto e alla fierezza del coltivatore di cactus a cui un cactus è fiorito."

Comico, si, ma non "leggero".

Non cadere nell'errore, però, di aspettarti grandi consigli per il tuo Pollice Verde: il nostro Giardiniere, tra semi e germogli, tra l'attesa della pioggia ristoratrice e la paura della grandine, dispensa soprattutto le sue riflessioni.





La lettura è veloce e scorrevole, nonostante i numerosi nomi di piante che potrebbero frenare ed "intontire" i botanici meno esperti.

I suoi racconti sono piacevoli e i tratti comici rendono questo libro una lettura perfetta per i pomeriggi caldi e un po' sonnacchiosi.


Nota sull'autore.

Karel Capek (1890-1938) è uno scrittore di romanzi e opere teatrali che, nel 1925, acquista insieme al fratello Josef una villa in un quartiere periferico di Praga.

Una villa circondata da un enorme giardino: è lì che Karel inizia a dedicarsi al giardinaggio con grande passione e creatività.


Iniziò a narrare le sue "imprese botaniche" in una rubrica sulla prima pagina di "Lidové Noviny", il quotidiano della borghesia intellettuale ceca dell'epoca.


Nonostante le critiche di alcuni colleghi, che ritenevano uno spreco di tempo e di talento questo suo dilettarsi in "scritti di poco conto", Capek nel 1929 raccolse questi feuilleton in un volume, che pubblicò accompagnato dalle vignette disegnate dal fratello Josef: poche e sintetiche linee, che esprimono perfettamente l'ironia del nostro Giardiniere.



A presto

Nina

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